Andando su e giù al Lago di Crespeina

Presto ricomincerà la stagione escursionistica anche per me, ma oggi vi parlerò di nuovo di un’escursione che ho fatto la scorsa estate al lao di Crespeina.

Il lago si trova nel Parco Naturale Puez-Odle e in realtà è chiamato Lech de Crespeina. È quindi un lago ladino, se si può dire. Continua a leggere Andando su e giù al Lago di Crespeina

Il massiccio delle Tofane

L’estate scorso sono stata a Cortina d’Ampezzo e ho ammirato le cime delle Tofane. Sono il simbolo delle Alpi e famose in tutto il mondo proprio per la loro bellezza.

Le Tofane si trovano sul lato orientale delle Dolomiti e sono ben visibili da Cortina d’Ampezzo. Le sue vette sono tre – La Tofana di Rozes, la Tofana di Mezzo e poi la Tofana di Dentro. Continua a leggere Il massiccio delle Tofane

Alla ricerca delle Dolomiti – al Dolomythos a San Candido

Recentemente ho visitato San Candido e lì il museo Dolomythos. Davvero impressionante e sicuramente merita un “viaggio”!

Recentemente, un amico mi ha chiesto se mi piacerebbe visitare il Museo delle Dolomiti con lui una volta. Hm, pensavo che avessimo tanti, non devo andare di nuovo in uno. Ma questa volta sono rimasta molto sorpreso. Continua a leggere Alla ricerca delle Dolomiti – al Dolomythos a San Candido

Un’escursione sul Passo Pinei

C’è ancora neve, fa freddo, è poco accogliente fuori e le escursioni sono un po ‘limitate’. Ma ciò non significa che non posso parlare un po di avventure passate. Questa volta voglio parlarvi della mia escursione al passo Pinei.

L’estate scorsa sono andata ancora una volta a Castelrotto. Insieme alla mia amica volevo scalare la sella Pinei. Ci siamo incontrati al centro del villaggio di Castelrotto. Questa volta siamo venuti separatamente perché lei proveniva da qualche altra parte. Continua a leggere Un’escursione sul Passo Pinei

Escursione in Vallunga

Mentre ora i mercatini di Natale si sono aperti ovunque e mi sto spostando dal mercatino di Natale al mercatino di Natale, l’escursionismo è un po ‘troppo breve per me. Ma non voglio “annoiarti” con tutti i mercati che visito, e ti tengo l’abitudine di fare delle escursioni che ho fatto in estate.

In estate ho fatto una lunga passeggiata circolare nel Langental.

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Attorno alle Odle

L’inverno è il momento per me, dove posso “elaborare” molte escursioni dalla scorsa estate o primavera. Una di queste è la bellissima passeggiata circolare attorno alle Odle, che ho fatto in tarda primavera.

A maggio un’amica mi ha visitato e abbiamo fatto molte escursioni. Una di queste escursioni è andata in Val Gardena sulla passeggiata circolare attorno alle Odle. In questa escursione ci ha sorpreso sopratutto la varietà di piante e fiori. Insieme con la splendida vista delle cime dei monti, è stato una delle escursioni più belle del soggiorno della mia amica.

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Tre passi in una volta

Oggi voglio parlare di un tour che ho fatto quest’estate. Hiking nel proprio senso della parola, quasi alpinismo. Sono andata su un tour che coinvolge tre passi diversi, il passo delle Coronelle, il passo delle Cigolade e il passo del Vajolon. Tutti si trovano sul Catinaccio. Si chiama il tour di tre passi sul Monte Catinaccio.

Insieme a una coppia di amici, che a quel periodo erano in vacanza a Nova Levante, ho fatto questo tour in parte anche un po’ pesante. Più o meno sei ore abbiamo camminato, abbiamo passato tutto il tempo a oltre 2.500 metri di altezza e qualche volta abbiamo anche superato dei tratti abbastanza ripidi, sia in discesa che in salito. Però siamo partiti anche a un’altitudine abbastanza elevata.

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Un pomeriggio a Valles

Foto: SMG

La settimana scorsa sono stata abbastanza occupata con degli amici dagli Stati Uniti dell’America. Come tutti gli americani adorano la nostra natura, le nostre montagne, le Dolomiti, la cucina alpina e italiana e le nostre tradizioni. E perchè volevo dare delle esperienze diverse siamo andati un giorno a Valles per un’esperienza particolare. Continua a leggere Un pomeriggio a Valles

Alla scoperta dei Saevates

Facevano parte dei celti e vivevano durante l’età del ferro nell’aria di San Lorenzo di Sebato nella Val Pusteria. Erano una popolazione celtica migrata nel Norico, come testimonia un’iscrizione in latino dagli anni 41-54 d C. E’ stata trovata a Iulium Carnicum che faceva parte della provincia Venetia et Histria. Oggi sarebbe Zuglio nel Friuli Venezia Giulia. Vengono menzionati i Selvates insieme ai Laianci in una Norico Civitas. In quel periodo c’erano ben 7 popolazioni norici che venivano riuniti.

Si pensa che il nome originario di San Lorenzo – Sebatum – si riferiva ai Selvates qui insediati. Ancora oggi si vede nel nome San Lorenzo di Sebato chi erano i fondatori.

Già prima che arrivarono i romani il luogo era un centro di commercio e un punto nodale per le vie di communicazione per la valle. La regione era importante per l’economia dei romani grazie alle loro risorse ma anche come transito attraverso le alpi verso nord. Nel 15 a C il regno dei norici doveva pagare un tributo ai romani, solo al 54 d C venivano elevati allo stato di provincia romana.

Per imparare di più su questo popolo sono andata a San Lorenzo di Sebato. Ho visitato il museo Mansio Sebatum e mi hanno spiegato anche la parola mansio. Un mansio è una stazione di sosta, simile ai nostri moderni autogrill sull’autostrada. Se anche offrivano un po’ di più una volta come bagni, cambio di cavalli, diversi negozi, eppure la restaurazione. Questi luoghi venivano gestiti dalla gente locale che lavoravano normalmente la terra. E ci sta ancora un’altra differenza a quelli di oggi: i mansi c’erano ogni 40 chilometri, tra l’uno e l’altro c’erano ogni 17 chilometri delle stazione per il cambio cavalli. Come autogrill ogni 40 chilometri, pompa di benzina ogni 17 chilometri.. magari!

Al mansio si trovano anche delle officine per le reparazioni, un mercato e una villa rustica che molto probabile aparteneva a un amministratore romano che dirigeva tutto per Roma. Scavi hanno scoperto anche una fontana a scalinata e delle necropoli lungo la strada che portava al mansio.

Con la fine del Impero Romano declina anche il tempo d’oro della piccola cittadina. La villa del amministratore va in rovine e gli abitanti si trasferiscono più in alto costruendo i castrum, insediamenti fortificati e con una muraglia imponente.

Su tre piani il museo m’insegna tutto sui Saevates, come vivevano. La loro storia viene documentata con tanti riperti trovati.

Per completare la mia conoscenza faccio anche il sentiero panoramico. E’ un sentiero archeologico intorno al Colle di Bastia Badia, un cammino nella preistoria, nell’età di bronzo e ferro, un percorso nell’Impero Romano e dopo. 16 illustrazioni mi fanno capire meglio quello che vedo. Ben due ore cammino tra 2.000 anni di storia.

vostra Anna